Penso a questo post da almeno quattro giorni.
Perchè ho paura di essere fraintesa, ma ho anche pensato che forse mettendo nero su bianco, condividendo il mio pensiero con le poche (ma buone) amiche che ogni tanto passano di qui, potevo riuscire a elaborare meglio. E poi perchè il blog ha da sempre, per me , un potere taumaturgico, lo scrivere e tirare fuori le cose mi fa riflettere sulle stesse e a volte mi fa star meglio.
E' un tutt'uno di sensazioni e di idee che non so come mettere giù, non so da dove partire.
Partiamo dal fatto che la mia amica Anticristo sia incinta.
Anticristo, detto con tutto l'affetto del mondo, perchè è la persona meno materna di questo mondo. La persona (gliel'ho sempre detto in faccia, visto il rapporto che ci lega) più egoista, egocentrica e egoriferita che conosca.
Una che i figli non li ha mai voluti. Ma che nell'ultimo anno, complice qualche gravidanza di troppo nella nostra cerchia, ha iniziato a pensare che forse lasciarsi estinguere così non è carino.
Ha sempre avuto grossissimi problemi dal punto di vista ginecologico. Tanto che il pensiero elaborato in questi mesi è stato "Io ora non voglio un figlio, ma ho superato i 35 e forse è il caso di iniziare a pensarci, visto che potrei metterci anni e forse, coi miei problemi, non arriverà mai".
Detto, fatto.
Incredulità da parte di tutti.
Sconforto misto a gioia da parte sua.
E soprattutto il normale terrore della visita.
Visti proprio i suoi problemi.
Invece va tutto bene.
E io sono molto contenta per lei.
Ma questo mi fa riflettere su quanto mi è successo qualche mese fa.
E mi chiedo ancora perchè.
Si sta avvicinando la data in cui il mio primo bambino avrebbe dovuto nascere, anzi forse sarebbe già nato, e devo dire, che, complice quello che mi sta succedendo, non provo tristezza o rammarico.
Ho in pancia la bambina più bella del mondo (perchè così sarà per me), sentire i suoi calci e i suoi movimenti è una cosa indescrivibile, è qualcosa che ti toglie il fiato, se ti soffermi a pensarci.
Ma porca miseria, se penso a tutte le mie amiche che sono incinte in questo momento, mi chiedo "Ma perchè proprio a me è stato riservato QUEL dolore?"
Ok, se fossi una credente praticante direi che ho sulla coscienza un paio di cose di cui non vado proprio fiera e forse quella è stata la giusta punizione (e mi auguro che basti così), ma perchè riservare questo trattamento anche al Ciccio?
Perchè per me non è potuto andare bene tutto al primo tentativo? La mia piccola non poteva arrivare già mesi fa, esattamente identica a come è adesso?
Non auguro a nessuno di passare quell'esperienza. E so che anche i miei, tutte le volte che dico loro "Lo sai che aspetta anche X?" sentono una fitta al cuore, per quanto stiano aspettando trepidamente la piccolina.
Sono un mostro?
Sono cattiva?
Sono sbagliata?
Nello stesso tempo rifletto spesso su come sia cambiata la mia vita nonostante al momento l'unico grosso cambiamento sia il fatto che sono a casa dal lavoro.
Eppure sono profondamente diversa.
Sicuramente gli ormoni ci mettono lo zampino.
Per questo motivo mi altero pensando a chi si impiccia troppo degli affari miei e allo stesso tempo mi incazzo come una iena pensando a chi proprio se ne frega.
Che poi... a dire il vero nemmeno mi incazzo. L'ormone mi fa prendere tutto con filosofia. Penso a quella determinata persona, al suo fare troppo/non fare proprio niente e poi finisce li. Analizzo la situazione nella sua interezza e mi dico "Beh povera impicciona, però la capisco, fa una vita di merda, con un marito di merda... che deve fa'?"
Quindi mi ridomando, sono un mostro? Sono cattiva?
E tutto questo non mi tange più di tanto. Vivo la mia vita. Faccio le mie cose.
Rimpiango di essere diventata una pigra eccessiva, questo si. Vorrei uscire di più con le mie amiche, mi mancano la Zitella, la Dani, e la Sara, con cui rimando da mesi e mesi... ma penso anche che non riesco ad essere più troppo autonoma e mi stanco subito. Vorrei fare di più. Ma quando sei a casa a fare niente le giornate passano veloci come il vento, tra cose da fare, da sistemare, roba da stirare, da andare a comprare.
E mi basta la mia famiglia.
E dire LA MIA FAMIGLIA mi fa un senso della madonna. Ma da quando c'è lei, a me e il Ciccio è venuto naturale sentirci una famiglia, cosa mai provata prima, nonostante i sette anni di convivenza.
Ci piace stare vicini sul divano a guardare i nostri programmi feticcio come non mai (l'abbiamo sempre fatto, ma adesso è tutto diverso). Mi commuovo quando lui mette l'orecchio sulla pancia e parla con sua figlia, le da i bacini e si prende degli schiaffoni. Andiamo a cena fuori noi tre, programmiamo un weekend lungo prima della nascita (ma abbiamo una marea di spese da qui a giugno che non so se riusciremo, che palle!), e ce ne stiamo, vicini vicini, a fantasticare su quello che sarà, con un po' di ansia, ma tanta tanta emozione.
Quindi, sono un mostro?