Ho cominciato a leggere e scrivere molto presto.
In seconda elementare mi sono letta in due giorni Piccole Donne e da li non ho più smesso. Più o meno.
Nella cameretta dai casa dei miei prima, nelle case in cui ho vissuto in condivisione o sola poi, ha sempre campeggiato la libreria. Nel mio monolocale da single poi, la libreria a muro era il pezzo forte dell’appartamento.
Zeppa, stipata, piena di libri di ogni tipo. Da quelli dell’infanzia ai classici, da Stephen King ai chick lits.
Fino alla casa con il Ciccio.
La casa con il Ciccio, nonostante la decisione di convivere sia stata rapida e indolore, è stata messa su con pazienza (
e anche tanti scazzi), nel corso degli anni.
Non siamo entrati ex novo: era la casa in cui aveva vissuto mia suocera, quindi era da arredare, ma c’era ancora qualche pezzo. Dovevamo unire quello che era rimasto e che avevamo salvato con quello che portavo io da casa mia e con quello che avremmo voluto e potuto comprare.
Ne è uscita una casa che io definisco vintage, e che, come ho scritto ieri sera su twitter, non cambierei MAI con quelle case moderne e onestamente tutte uguali che si vedono oggi. Piacciono anche a me, ma le trovo troppo estreme e soprattutto davvero tutte, TUTTE, uguali. Mobile porta tv bianco, moderno, magari con plasma attaccato al muro, tanto tanto design e un gran nominare di venghè (
cazzo sarà sto venghè??!!).
Il problema è che mia suocera detesta le librerie. Questa è una cosa di lei che ODIO. Come cazzo fai a odiare le librerie e i libri? Legge, non è una capra, ma non è attaccata al libro in sè, al ricordo che porta con sé, alle EMOZIONI. Valla a capire.
Quindi nella nostra casa non c’era una libreria. E quando abbiamo messo insieme i mobili, quella parete, proprio quella li, enorme, che io vedevo già piena di libri dentro un’immensa Billy, beh… non è rimasta libera….
Quindi la libreria è sempre rimasta
in fieri. Ogni volta che si parla di modificare qualcosa, esce sempre la questione libreria. Ma alla fine non se ne fa niente. Dovremmo eliminare troppe cose che non possiamo eliminare. Il problema è che i libri continuano ad aumentare. Il garage è zeppo di scatoloni con i miei famosi libri della mia libreria. Il Ciccio è un lettore da tre libri a settimana, nei momenti buoni. Io, ultimamente, vado a momenti. Ci sono periodi in cui non leggo nemmeno
Chi e periodi come l’ultimo in cui anche io viaggio a medie alte come ai bei vecchi tempi.
E i libri in casa crescono come funghi. Ogni tanto vengono portati in garage insieme agli altri. Per il resto sono disseminati per casa alla rinfusa. E la cosa, devo dirvi, non mi dispiace. Sono rimasta affascinata dalla casa shabby della mia amica, vi ho già detto, per le pile di libri e riviste fino al soffitto. Ma casa mia non è molto diversa. Ovunque ci sia un “appoggio”, c’è una pila di libri. Che infondo rende la casa viva, vitale.
Ecco quindi le mie piccole maggiori pile. In camera, in sala, in bagno…. Mie, del Ciccio e miste.
Perché, come dico sempre, una casa senza libri è una casa senza anima.